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Enzimi
Si chiamano come la navicella spaziale sovietica, lanciata in orbita
nel 1986, Mir, ovvero pace. Dagli oscuri abissi empirei dove galleggiano
satelliti meteo gps, grandi fratelli e piccole sonde spia, radunati
in cosmico traffico, arrivano segnali di pace infinita e frequenze disturbate,
voci futuribili, campionamenti, ma anche melodie, un assaggio di tante
cose, “a taste of ”, appunto, il titolo del loro primo disco
pubblicato da Margarita – CNI.
Un disco d'esordio che sancisce un percorso intrapreso dai Mir (Riccardo
Conti e Michele Elia) nella scena elettronica romana, già da
qualche anno, senza manierismi né compiacimenti. Insomma non
scelgono di suonare solo per la ristretta cerchia degli appassionati
del genere, ma puntano dritti al pop; non solo tracce, ma canzoni vere
e proprie, magari figlie di una lunare rarefazione. Insomma, fischiettarle
sotto la doccia non verrà naturale a tutti, ma il disco sorprende
per l'alternarsi di sussurri e ritmi dance, ampi spazi lasciati agli
strumenti e poi armonie minime, fino alle suggestioni esotiche, in un
viaggio musicale intorno al mondo ispirato da un'antenna tutta personale,
che decripta e intrepreta - quindi crea - un linguaggio composito per
niente omogeneizzato.
www.musicboom.com
Three, two, one, zero...
Countdown fino all’esplosione nello spazio. Così inizia
il viaggio musicale dei Mir e di “ A taste of ”, la loro
opera prima. Un lavoro sensazionale, originale, stravagante, fatto di
codici sincretici che si accavallano per azzardare un interessante esperimento
musicale; dodici tracce per raccontare una sorta di film, un viaggio
fluido alla velocità della luce nei suoni dell’elettronica.
Riccardo Conti eMichele Elia (in arte Meggy eIcks4 ), romani d’origine,
vestono i panni dei geni pazzi di questa esperienza sonora.
Hanno finalmente rotto i tabù e le tradizionali aspettative del
mercato musicale italiano, confrontandosi con i prodotti della cultura
inglese attingendo dalla tradizione della “Club Culture”
dei primi anni ‘80.
A Taste of è brillante, è un minestrone saporito, corposo,
dove suoni digitali sono ammorbiditi da tonalità acustiche che
nascondono esotici ingredienti della world music e atmosfere pop che
rinfrescano l’impegno d’avanguardia di questi due testardi
artisti. Eufonici i contenuti, che pur essendo facili da percepire lasciano
l'ascoltatore con il fiato sospeso. E quando si consuma l’ultima
traccia, come accade spesso al cinema, si rimane incerti sul senso della
conclusione, si attende qualcos’altro, una continuazione o un
altro finale aperto in grado di generare un loop eterno, illimitato,
ciclico come il moto di un pianeta in orbita, come i miliardi d’informazioni
che affogano nel web.
www.sonicbands.com
C’è molta esperienza a disposizione del sound di “A
Taste Of”, chi compone sono infatti Riccardo Conti e Michele Elia,
forti di una grande esperienza di musica elettronica e non. Ci sono
voci che sussurrano e talvolta cantano, chitarre e piani ad impreziosire
il tessuto elettronico composto dai MIR. Si passa da composizioni rarefatte
ad altre più ritmate pronte a farsi ricordare già dal
primo ascolto, una sorta di atmosfera pop che accompagna un pensiero
che cambia mantenendo un proprio filo logico. C’è un colore
predominante, ma ricco di sfumature che passano e sfiorano il principale,
tirando fuori divagazioni che riescono comunque a ritrovare la strada.
C’è un massiccio ascolto di elettronica anni ’80
mischiato e impastato con suoni moderni, i Mir riescono a renderci partecipi
delle propria anima senza dimenticare l’origine della loro musica,
aggiungendo tocchi slow core e impreziosendo con campionamenti sempre
ben studiati. Molto belle “Jezca”, “Zuppa” e
l’iniziale “Bolle”. “Figure” (la traccia
migliore) è cantata da Bianca Di Cesare, giovanissima cantante
romana che riesce ad emozionare con una linea melodica calda e dilatata.
Ci vengono in mente i Portishead, ma anche Air, e comunque il sound
risulta originale e ben composto. Un toccasana nell’elettronica
italiana.
www.sodapop.it
Il riferimento sarà alla famosa stazione spaziale orbitante,
oppure ai Men In Red, ossia i cosiddetti "skywatchers (ufologi)
radicali" collegati alla "compilation esoplanetaria"
Aliens In Roma? Di certo i MIR sono Riccardo Conti e Michele Elia da
Roma, e ci propongono poco più di tre quarti d'ora di elettronica
made in Italy dai suoni variegati, vivaci, frizzanti, eppure sempre
ben dosati e rilassanti, con maliziose strizzatine d'occhio gettate
qua e là a Daft Punk e ad Air. Danzate felici al ritmo di BØlle,
assaporate le emozioni dispensate da Around (forse il pezzo che rimane
più in testa), abbandonatevi alle morbide carezze della lunga
West To East, e arrendetevi dinnanzi al fantasioso guazzabuglio di Figure:
romanticismo sintetico, ottima voce femminile (Bianca Di Cesare), accenni
di drum 'n bass, melodie epiche tipo La Storia Infinita...! Un pizzico
di malinconia con Giornove, e si riparte con gusto, ma senza mai troppo
slancio.
A Taste Of ha quel gusto gradevolissimo di musica orecchiabile ma intelligente,
ricercata senza essere colta, ballabile e al contempo di atmosfera:
un sapore certo a noi non nuovo, ma che non stanca e si rigusta con
piacere.
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